Vero…non vero

E’ vero che il gatto è un abitudinario e si lega in modo profondo all’ambiente in cui vive. Non è vero che il gatto si affeziona solo alla casa. Instaura un rapporto profondo con l’amico umano anche se ha uno spirito di indipendenza che lo rende meno disponibile ai nostri approcci.

4 consigli per un pelo sempre bello

La pelliccia del gatto è lo specchio della sua salute. Un mantello consistente, brillante e compatto è anche frutto di un’alimentazione equilibrata e ricca di nutrienti. Il gatto necessita, in particolare, di acidi grassi essenziali chiamati Age che si trovano negli oli vegetali, soprattutto in quello di mais e nell’olio di pesce. Questi ingredienti sono […]

8 consigli per l’igiene orale

Per garantire al micio una dentatura sana sarà necessario abituarlo alla pratica della pulizia orale fin da cucciolo. Non utilizziamo subito lo spazzolino ma insegnamogli ad accettare che i suoi denti possano essere toccati da noi. Sottoponiamolo a una detartasi solo se è il veterinario a consigliarla. Strofiniamoli con le nostre dita inumidite di cibo […]

Una vera e propria disavventura per una coppia inglese, tornata alla propria abitazione per vederla in fiamme. Tutta colpa del gatto domestico, colpevole di aver acceso inavvertitamente un fornello urtandolo con la zampa. Succede a Costessey, nel Norfolk, così come riportano le cronache locali. Il tutto è accaduto pochi giorni fa, quando un gatto avrebbe appiccato un incendio alla propria abitazione. Secondo le ricostruzioni dai vigili del fuoco, riportate dal Telegraph, il felino sarebbe salito sul piano cottura, urtando con la zappa l’interruttore di un fornello elettrico. Nel suo movimento, il gatto avrebbe quindi urtato una confezione di tè, finita sulla rovente piastra. Poco dopo le fiamme sarebbero divampate, colpendo parte della struttura abitativa. Tornati alla loro abitazione, i proprietari – una coppia di all’incirca 30 anni – hanno trovato l’appartamento in fiamme e fumo. Inutili i tentativi di accedere prima dell’arrivo del vigili del fuoco, per il troppo fumo accumulato. I due, infatti, sarebbero stati poi condotti in ospedale per dei controlli di routine al seguito dell’inalazione dei gas emessi. I pompieri, domate le fiamme, hanno quindi tratto in salvo non solo la coppia, ma anche il micio responsabile dell’incidente, un secondo gattino e un cane. Sempre dalle pagine della stampa inglese, arriva il commento di Rob Burling, della stazione dei vigili del fuoco di Earlhan: “Ci è voluto del tempo prima che scoppiasse il fuoco ma, quando è accaduto, il fumo ha invaso la proprietà. Sfortunatamente, gli occupanti tornati a casa hanno sofferto di inalazione da fumi. Ci stavano aspettando quando siamo arrivati sul posto. Due vigili del fuoco hanno fornito apparecchi per la respirazione. Un gattino, il gatto e un cane sono stati inoltre salvati.” Non è la prima volta, tuttavia, che simili incidenti si verificano in ambito domestico. Qualche settimana fa un cane, sempre in Inghilterra, ha mandato a fuoco la cucina di casa nel tentativo di raggiungere un biscotto custodito nella vicinanza delle piastre.
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Con i suoi angoli, cortili e piccoli parchi di verde urbano, la città di Milano mostra inaspettatamente il suo animo pet friendly. Sono tante le colonie feline nate sul territorio e sparse lungo l’assetto urbano, alcune collocate anche in luoghi particolari e del tutto anomali. Un esempio è l’Università Bocconi dove da circa otto anni una piccola colonia di gattini vive in modo sereno, seguita e accudita da un gruppo di volontari con il supporto di studenti e professori. Una sinergia molto importante, con il valido controllo dell’associazione MondoGatto, in favore di un gruppo di felini che può avvalersi di cure e amore costante. Il cibo è collocato in un posto preciso mentre le cucce sono disposte tra la vegetazione, mimetizzate e protette dagli alberi. I gatti possono godere di uno spazio verde dove giocare e scorrazzare, quindi riposare all’occorrenza. Il gruppo di volontari si occupa anche di fornire ai felini medicine e cure quando necessario, quindi di sterilizzarli per contenerne il numero. Ad occuparsi direttamente dei gatti è Silvia, con il costante aiuto di Pierluigi dell’associazione animalista e di un nutrito gruppo di volontari. Lo stesso Ateneo favorisce e aiuta la colonia, senza ostacolare le procedure quotidiane. La colonia felina è nata per caso grazie alla figura di Silvia che, per prima, si è imbattuta nei primi gatti bisognosi. Ma la cooperazione di tutti è risultata fondamentale tanto che ognuno, ancora oggi, si attiva portando cibo, scatolette, acqua e tutto ciò che può risultare fondamentale per il benessere degli animali. Ognuno di loro possiede un nome e una storia personale, ma da qualche tempo il gruppo si è ingrandito accogliendo i felini che vivevano nell’edifico accanto all’Università ma ormai demolito. Il supporto di Pieluigi dell’associazione MondoGatto, di Silvia e dei volontari ha permesso che questa fusione avvenisse senza traumi. I gatti che, durante l’orario di lezione rimangono in disparte, si divertono a sbucare fuori dai nascondigli durante le prime ore del giorno e le ore del tramonto per mangiare, giocare e accogliere qualche meritata carezza.(Web)

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La notizia è immediatamente diventata virale sui social network, dove migliaia di utenti hanno condiviso un’incredibile storia proveniente dalla Cina. Un pensionato cinese, infatti, è convinto la sua gatta abbia dato alla luce un cucciolo di cane. E pare sia pronto a ribadirlo senza dubbi, nonostante l’improbabilità di un simile accadimento. Jia Weinuan – un pensionato di 74 anni di Kui Yuan, nel distretto di Xuzhou – ha generato un certo tumulto sui media nazionali per le singolari affermazioni sulla cucciolata della sua gatta. Il felino, di tre anni d’età, qualche tempo fa ha dato alla luce cinque cuccioli, tra cui un esemplare dal manto candido, dalla straordinarie e forse sospetta somiglianza a un Chihuahua. Il protagonista della vicenda ha tenuto a precisare come abbia aiutato la gatta, di nome Niuniu, durante il parto e di aver quindi assistito alla venuta al mondo del cagnolino. Inoltre, ha tenuto a precisare come il felino sia assolutamente domestico, quindi mai esposto alle eventuali – e remotissime – avances di eventuali quadrupedi scodinzolanti. Sembra che di primo acchito l’uomo non abbia fatto caso alla singolare creatura, per poi realizzarne le caratteristiche canine dopo qualche tempo. Oltre al viso da Chihuahua, infatti, l’animale ha zampe perfettamente canine, quindi prive di unghie retrattili, nonché di apparati genitali decisamente lontani da quelli tipici di un gatto. Così ha dichiarato alla stampa locale, come riportato sull’Express: “Dopo tutti questi anni non ho mai sentito di un incrocio tra cane e gatto, ma ho davvero aiutato personalmente questo Chihuahua a venire al mondo. Tutto ciò mi confonde.” Sui media cinesi, ma anche sui social network, si è parlato a lungo di questa vicenda. E, come consuetudine in casi simili, sono spuntate anche numerose polemiche: secondo molti, infatti, il pensionato potrebbe aver aggiunto il cagnolino alla cucciolata per attirare le attenzioni del pubblico. Jia rinnega però questa ipotesi, appellandosi alla comunità scientifica affinché l’arcano venga presto svelato.
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Rimane per 49 giorni chiuso in un container da trasloco, attraversando l’Australia da un’estremità all’altra. È la singolare vicenda occorsa a un gatto, scomparso dalla sua abitazione lo scorso febbraio e riapparso a centinaia di chilometri di distanza nel mese d’aprile. Nonostante sia rimasto intrappolato per oltre un mese, e risultasse mediamente deperito, il felino è stato curato e presto verrà riconsegnato ai legittimi proprietari. Il gatto è scomparso a Darwin, nel Territorio del Nord dell’Australia, per fare la sua ricomparsa 49 giorni dopo a Brisbane, nel Queensland. Il felino sarebbe entrato in un container da trasloco per schiacciare un pisolino e, suo malgrado, vi è rimasto intrappolato per tutto questo tempo. Stando alle dichiarazioni della proprietaria Rebecca Schilling, il gatto deve aver probabilmente trovato una via d’entrata nel container della vicina di casa, lo scorso febbraio intenta a organizzare un trasferimento dall’altro capo del continente. Dal 20 febbraio, giorno dei sigilli del carico, del micio non vi è più stata notizia: i proprietari, di conseguenza, han ritenuto fosse fuggito per non far più ritorno a casa. Qualche settimana fa, però, la telefonata dei vicini, pronti ad annunciare il ritrovamento del gatto. Stanco, deperito, ma ancora in vita. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, i vicini avrebbero notato del forte odore provenire dal carico nel momento dell’apertura finale, giunti a destinazione. All’interno, feci di gatto, peli e anche rigurgito, posti al di sopra di un materasso. Nei pressi di quello che sembra essere stato per 49 giorni il giaciglio dell’animale, il gatto ormai spaventato e allo stremo delle forze. Pippa, questo il nome del felino, ha infatti manifestato un forte stato di disidratazione, nonché un’evidente perdita di peso. Il micio si troverebbe ora presso una famiglia affidataria, a seguito delle cure di rito per aiutarlo a mettersi in forma. Quindi, qualora le condizioni di salute lo permetteranno, verrà probabilmente organizzato il ritorno presso la sua abitazione. Un fatto che sarà una sorpresa per la figlia della coppia, di soli 10 anni, ancora ignara della possibilità di riabbracciare presto il suo adorato amico a quattro zampe.
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L’allergia al pelo gatto è una reazione fisiologica che colpisce moltissime persone, spesso riconducibile alla presenza di alcuni enzimi comuni nella saliva dello stesso. La responsabilità è da imputare alla proteina Fel D1 prodotta dalle ghiandole sebacee, ma presente anche nella saliva del gatto, nell’urina, nelle scaglie della cute morta e nelle lacrime. Leccando ripetutamente il pelo per la toilette quotidiana, il micio distribuisce sullo stesso l’allergene, che quindi entrerà in circolo nell’aria. La semplice vicinanza o il tocco del pelo dell’animale possono trasformarsi un tortura, maggiormente per chi ne risulta allergico e ne patisce la presenza. La particolarità di queste componenti proteiche (o allergeni) è quella di risultare leggere e volatili, quindi di facile diffusione nell’aria e nell’ambiente. La loro permanenza nei luoghi abitativi e non risulta quindi a lungo termine e la diffusione è incentivata dalla presenza di acari all’interno del pelo. La convivenza con il gatto può stimolare una reazione allergica, sia blanda che forte. I sintomi possono risultare vari e differenti, ma con il tempo la situazione potrebbe aggravarsi per questo è importante rivolgersi a un medico o un allergolo. I sintomi più classici dell’allergia al pelo del gatto possono essere: rinite, starnuti, tosse, congestione nasale, prurito agli occhi e sul viso, ma anche al naso e alla gola, lacrimazione, stanchezza, difficoltà respiratoria, senso di oppressione al petto e sonno disturbato. In alcuni casi orticaria, macchie accompagnate da forte prurito. I sintomi posso portare a infiammazioni delle vie respiratorie e della gola, con il coinvolgimento delle orecchie e forte asma. Una condizione che, se associata alla ritualità primaverile di pollini e fiori può aggravare lo stato di salute, implementando la condizione allergica e di irritazione. Solitamente un esame approfondito delle vie respiratorie, un test cutaneo o uno del sangue, potrebbe determinare la presenza dell’allergia. Per controllare e tenere a bada l’allergia esistono alcune vie semplici e trucchi di base che possono risultare utili e importanti. Ad esempio è bene non toccare direttamente la lettiera, perché fucina di batteri e allergeni scatenanti, se non indossando un paio di guanti e una mascherina protettiva. Gli spazi di uso comune dovranno risultare altamente puliti, con cambi frequenti delle lenzuola e del tessile cattura allergeni. Il micio potrà frequentare la casa tranne la camera da letto, che dovrà risultare spazio neutrale dove poter respirare e dormire serenamente. L’animale dovrà essere pulito e spazzolato con più frequenza, magari da un toelettatore esperto, oppure lavato una volta ogni due settimane (anche una volta al mese) con prodotti specifici. Importante tenere pulite le mani lavandole con frequenza, il solo tocco del gatto e poi del viso o degli occhi può scatenare una reazione. Inoltre la stessa casa dovrà prevedere la presenza di un prodotto che purifichi l’aria, mentre la pulizia di tappeti, tessuti, tende e moquette dovrà essere frequente. Per stabilizzare le reazioni allergiche è indispensabile rivolgersi a un esperto, un allergolo, che potrò garantire la cura più adatta e i rimedi medici in linea con le necessità. Ad esempio antistaminici, vaccini, spray decongestionanti, colliri oppure corticosteroidi oltre a prodotti specifici per ogni singolo caso.
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Un gatto dal palato singolare viene salvato dal veterinario, a margine di una visita di routine. Il tutto accade nel Regno Unito dove Garry, un micio bianco e nero, pare sia riuscito per molto tempo a nascondere ai proprietari una passione davvero insolita: quella per i lacci delle scarpe. La singolare alimentazione del gatto è stata scoperta durante un esame di routine, così come già accennato. Trasportato al PDSA Pet Hospital di Brighton per un richiamo di un vaccino, durante la visita i medici hanno rilevato una massa sospetta nello stomaco dell’animale. Nel tentativo di scongiurare si trattasse di untumore, l’equipe di veterinari ha sottoposto il micio a ulteriori esami, il tutto nella comprensibile preoccupazione della proprietaria Ana Barbosa. Eppure, durante l’intervento di esplorazione chirurgica, i medici si sono dovuti confrontare con un’insolita sorpresa. Così come conferma l’Express, gli esperti hanno rilevato una lunga serie di oggetti estranei nello stomaco dell’animale, tra cui diversi esemplari di lacci di scarpe, ma anche elastici per capelli e altri strumenti di plastica. Nel sollievo di non essere di fronte a un caso di tumore, è stato comunque necessario agire d’urgenza: se non immediatamente rimossi, infatti, lacci e cordicelle avrebbero potuto causare un blocco dell’apparato digerente anche fatale. I veterinari, inoltre, sono rimasti sorpresi dal notare come il gatto non manifestasse sintomi o accusasse fastidi, nonostante il gran numero di corpi estranei rilevati. La proprietaria, come anticipato, sembra non fosse a conoscenza delle singolari abitudini del suo gatto. Così ha spiegato: “Garry ha sempre preferito giocare con gli oggetti umani anziché con i giocattoli per gatti. Ma non avevamo idea potesse in realtà mangiare lacci ed elastici per capelli.” Dalla clinica sottolineano come non si inusuale che gli animali domestici ingoino, spesso per sbaglio, piccoli oggetti domestici. Il comportamento, tuttavia, è solitamente tipico dei cani, mentre i casi relativi ai felini sarebbero ben più ridotti.
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Tra i comportamenti più insoliti del gatto, si possono di certo annoverare le abitudini per la lettiera. Per quanto l’animale sia naturalmente incline a utilizzare la sabbietta per le sue funzioni fisiologiche, ogni esemplare sembra avere una tecnica a sé. Vi sono mici che ricoprono tutto accuratamente, altri che hanno bisogno di una modesta privacy con strutture coperte, altri ancora che fuggono a zampe levate non appena conclusa l’operazione. Ora arriva una risposta all’ultimo di questi comportamenti e, come facile intuire, la motivazione è del tutto di natura evolutiva. Sempre più proprietari di gatti si rivolgerebbero ai veterinari per chiedere consiglio sui comportamenti insoliti legati alla lettiera: un fatto legittimo e doveroso, poiché solo il medico può stabilire se un’eventuale brutto rapporto derivi da una condizione fisica, come un infezione o altre patologie. Escluse queste ipotesi, la motivazione potrebbe essere insita nella territorialità o, più frequentemente, all’animo innato del felino. La fuga del gatto della lettiera potrebbe essere connessa a due ambiti principali. La prima ha una spiegazione del tutto evolutiva: il micio di casa rimane un predatore, il retaggio della sua vita selvatica imporrebbe quindi di non lasciare tracce del suo passaggio, per non diventare a sua volta preda. Questo obiettivo può essere raggiunto con il sotterramento delle feci o, come facile intuire, proprio con la fuga. Non ultimo, in analogia forse con l’universo dei cani, il gatto potrebbe utilizzare l’urina per marcare il suo territorio, soprattutto nella stagione degli accoppiamenti: il fuggire velocemente, seppur in rare evenienze, potrebbe essere anche una manifestazione di questa eventualità.  In altri casi, tuttavia, il comportamento potrebbe essere un primo segnale di qualche patologia in corso, come l’infezione delle vie urinarie, calcoli renali, colon irritabile e molto altro. In questo caso il felino, dato il fastidio o il dolore subito, potrebbe fuggire spaventato dopo l’operazione. Per questo il consulto con un veterinario rimane sempre insostituibile per garantire all’amico a quattro zampe il massimo del benessere. Infine, non è da escludersi che il gatto scappi dalla lettiera per qualche elemento di disturbo o, più frequentemente, per qualche condizione non gradita. La struttura potrebbe essere posizionata in una zona della casa che il micio ritiene poco idonea, ad esempio quando non garantisce sufficiente privacy. Ancora, la sabbia utilizzata potrebbe non essere tra le preferite dall’animale, sia per consistenza che per eventuale profumo. Infine, l’oggetto potrebbe essere stato posizionato in un luogo di passaggio, come nei pressi di una porta oppure in un corridoio, dove quindi l’animale rimane costantemente all’erta per possibili minacce che potrebbero apparire all’improvviso. In tutti questi casi, si consiglia il supporto sia del veterinario che dell’esperto comportamentista.
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Una storia dolorosa e di perdita quella della giovanissima gatta Mikey, divenuta prematuramente madre a otto mesi ma al contempo colpita dalla morte repentina dei suoi tre cuccioli. Un lutto improvviso che la piccola non è riuscita a superare e gestire in modo corretto, complice forse l’età, cadendo in una profonda depressione. I suoi proprietari, che non erano a conoscenza della gravidanza perché convinti fosse un maschio, l’avevano condotta dal veterinario per la castrazione. Ma al momento di operare l’incredibile rivelazione, oltre alla scoperta della prematura gravidanza a fronte dei soli 8 mesi. Hillary, la proprietaria della micina, nel tentativo di farle riprendere forza e trovare una soluzione si è rivolta all’associazione Dori’s Darlings. Il gruppo, con sede a Houston in Texas, è specializzata in sostegno e aiuto nei confronti dei gatti, mentre la storia di Mikey è giunta fino all’orecchio dell’Huffington Post. La triste vicenda di Mikey ha così catturato l’attenzione di Amanda Lowe, parte dell’associazione e balia di 3 piccoli orfani di madre. I micini appena nati, ancora con il cordone attaccato al ventre, sono stati allattati artificialmente dalla donna per i primi giorni nella speranza di farli sopravvivere. Ma dopo aver scoperto la storia di Mikey la donna le ha portato i tre orfani e il miracolo è avvenuto, la triste madre ha accettato i neonati accorrendo da loro per leccarli e coccolarli. Appena i tre hanno iniziato a succhiare il latte, la nuova famiglia felina ha preso ufficialmente in via, rasserenando tutti gli animi. La gatta è entrata ufficialmente nel ruolo di madre adottiva e, a distanza di tempo, ora si prende cura dei cuccioli come se fossero suoi. Anche la colorazione dei piccoli micetti è grigio-tigrata e molto simile a quella di Mikey, per loro si prospetta un lungo, tranquillo e felice futuro tutti insieme. Una volta di più gli animali mostrano come sia facile abbattere le barriere nel segno dell’empatia e dell’affetto.
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L’eterna lotta tra cane e gatto si gioca anche sul fronte dell’interazione con i proprietari. Nell’immaginario comune Fido è un animale decisamente più comunicativo nei confronti del compagno umano, sempre pronto a scodinzolare festoso, ad abbaiare o lanciare sguardi languidi. Fufi è invece giudicato come un animale indipendente, a tratti scontroso, spesso vagamente disinteressato a quello che accade attorno a sé. Arriva dagli Stati Uniti, tuttavia, una nuova interpretazione che potrebbe riabilitare i mici al pari dei cani: anche i gatti sono in grado di “parlare” efficacemente con gli umani. L’ipotesi arriva da Sharon Crowell-Davis, professoressa esperta in comportamento animale presso l’Università della Georgia. In occasione dell’edizione 2015 dellaFeline Behaviour Conference organizzata dall’International Association of Animal Behaviour Consultants, la docente ha spiegato come i gatti siano espressivi tanto quanto i cani, poiché capaci di sfruttare dozzine di suoni nel loro vocabolario, alcuni dei quali specifici proprio per l’interazione con gli umani. La credenza che i felini siano meno inclini alla comunicazione deriverebbe da fraintendimenti sul loro comportamento, derivanti anche dai più ridotti studi scientifici rispetto a quelli condotti sui cani. Ad esempio, spiega la ricercatrice, si è soliti associare alle fusa uno stato di felicità, quando in realtà potrebbero anche indicare una situazione di disagio fisico o emotivo, come lo stress o il dolore. Per questo, man mano che il monte di conoscenze sui felini aumenterà, è molto probabile che il gap tra cane e gatto venga colmato. Sarebbero molte le manifestazioni feline riferite specificatamente al proprietario, a partire proprio dalle fusa. Queste indicherebbero spesso una richiesta esplicita, così come il desiderio dell’animale di non rimanere da solo. Sebbene quello delle fusa sia un comportamento innato per il gatto, in presenza del proprietario spesso diventa una richiesta esplicita: “accudiscimi”, “coccolami”, “non lasciarmi”. Così spiega John Bradshaw, antropologo dell’Università di Bristol: “I gatti non dispongono di un buon modo per chiedere aiuto, quindi ricorrono al metodo successivo a loro disposizione: le fusa. Il significato non è sempre il più preciso, ma è il più vicino a cui possano aspirare.” Tra le altre forme di comunicazione specifiche per il proprietario, l’usanza dell’animale di strusciarsi sulle gambe al ritorno da una lunga assenza. Questo comportamento è stato rilevato anche in natura ed è esclusivo delle relazioni che il felino considera fondamentali: di ritorno da una battuta di caccia, infatti, i gatti selvatici sono soliti strusciarsi l’un l’altro, come segno di riconoscimento e cura reciproca.  Non è però tutto: gli amici a quattro zampe ricorrerebbero a specifiche espressioni facciali per segnalare stati d’animo come lo stress o il relax, così come a forme d’interazione basate sullo sguardo. Il più importante, così come spiega il veterinario Gary Weitzman, sarebbe il più comune occhiolino. Quando il gatto chiude gli occhi lentamente, per poi riaprirli poco dopo, si sente in una condizione di fiducia poiché non costretto a monitorare l’ambiente esterno, quindi riferisce accettazione nei confronti del proprietario. Un fatto che sarebbe confermato anche dai livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, i cui livelli diminuirebbero proprio in questa situazione. Infine, anche i vocalizzi potrebbero essere una conseguenza evolutiva all’addomesticamento. In natura i gatti raramente miagolano: la loro interazione è decisamente silente, fatta eccezione per alcune specifiche condizioni, come il corteggiamento oppure un litigio. In presenza di umani, tuttavia, il miagolio diventa ripetitivo e spesso insistente. Così conferma sempre Crowell-Davis: “Le persone pensano si tratti di un comportamento caratteristico dei gatti, in realtà è qualcosa che hanno imparato per attirare la nostra attenzione. È davvero una strategia che hanno adottato come modo per comunicare con gli umani.”
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Thomas Vles ha deciso di festeggiare l’apertura del primo negozio del suo brand in un modo davvero singolare ma molto divertente, ovvero percorrendo circa 480 chilometri con una bici del tutto particolare. Il mezzo di trasporto appositamente modificato presentava una sorta di carrellino coperto posto frontalmente, dentro al quale sonnecchiavano amabilmente i suoi due gatti Mushi e Cheesey. L’uomo alla guida del mezzo strampalato ha raggiunto Londra partendo dalla sua sua città natale, ovvero Amsterdam, così da divulgare il verbo legato al marchio Poopy cat e al primo shop legato alla società. Il gruppo si occupa di progettare e creare particolari strutture componibili in cartone, utilizzabili sia come box cuccia che come comoda lettiera ecologica dal design moderno. Oltre a ottenere una sorta di percorso ludico realizzato con blocchi forati o chiusi, quindi pedane e torri. L’insieme è componibile ma anche variabile a seconda delle esigenze del gatto di casa. Per consentire maggiore visibilità ai prodotti e al marchio, il giovane Thomas ha viaggiato con l’ausilio di questa bicicletta particolare modificata personalmente, ribattezzata Kittymobile. Alcuni dei blocchi di cartone posti all’interno della struttura hanno fatto da comoda cuccia per i suoi adorati mici di affezione. Ma l’amore per i felini non si limita al prodotto finito perché all’interno degli uffici del suo brand i quadrupedi possono fare bella mostra di se coabitando con i dipendenti, quindi testando direttamente le creazioni dell’azienda. Un lavoro a tutti gli effetti anche per i felini stessi che non si limitano a sonnecchiare sui tavoli di lavoro, ma sperimentano fisicamente tutte le combinazioni di assemblaggio dei vari blocchi. Da semplice box singolo a strutture simili a grossi castelli di carta. Sicuramente la lunga e faticosa pedalata non è passata inosservata, catturando l’attenzione dei passanti, dei curiosi e dei viaggiatori ma anche degli stessi media che hanno riservato una particolare attenzione all’incredibile gesto.
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Un nuovo gatto ha fatto breccia nei cuori dei navigatori sui social network, tanto da conquistarsi la palma d’oro di felino più condiviso degli ultimi giorni. Ha pochi mesi di vita ma, grazie a una singolare conformazione del suo manto, può contare su un fascino irresistibile. Tanto da essere già stato ribattezzato “Confused Cat”. Per quale motivo? Il micio, dal manto bianco, mostra due macchie nere simili a sopracciglia, tanto da conferire al muso un’espressione sempre tra il confuso e lo stralunato. La singolare caratteristica non è apparsa così evidente alla nascita, quando solo due puntini neri ne solcavano il volto, ma con la crescita sta di giorno in giorno diventando più evidente. Lo confermano i proprietari Andy Entwistle e la moglie Caroline, i quali spiegano come il nome vero del gatto sia Gary Barlow, in onore del membro dei Take That: “Quando è nato c’erano solo due macchie nere sulla sua fronte. Quando ha cominciato a crescere, si sono allargate e abbiamo cominciato a sostenere quanto confuso queste macchie lo facessero sembrare.” La coppia, residente a Bolton nel Regno Unito, aveva inizialmente considerato di offrire in adozione i piccoli della cucciolata, terminato lo svezzamento. Ma di fronte all’irresistibile muso del “Confused Kitten” non hanno più saputo separarsene. Perché, tuttavia, dedicarne il nome al cantante della band pop inglese? Lo spiega la moglie Caroline: “Quando Gary Barlow canta, solleva le sue sopracciglia per raggiungere le note più alte. Vi è certamente una somiglianza. Abbiamo quindi deciso fosse un nome perfetto per lui. Non può essere il Confused Kitten per sempre.” Il micio, come facile intuire, ha colto i pieni favori delle piattaforme social, tanto da essere rimbalzato da un angolo all’altro del Web nell’ultima settimana.
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L’intramontabile sfida tra cane e gatto si gioca anche sul fronte delle assicurazioni. Almeno nel Regno Unito, dove Fido batte sonoramente Fufi in fatto di polizze e prodotti collegati. Nonostante il divario, la crescita della domanda di servizi assicurativi legati agli animali domestici denota una sempre maggiore attenzione nei confronti degli amici a quattro zampe. La crescita è di circa 15 punti percentuali nell’ultimo anno e risponde, in gran misura, alle necessità mediche che cane e gatto potrebbero necessitare nel corso della sua esistenza. In caso di incidente automobilistico, infatti, le cure veterinarie per rimettere in sesto l’amico a quattro zampe potrebbero superare le quattro cifre, ecco perché un’assicurazione che copra gli eventuali costi è ben vista dal popolo britannico. Non tutti sono d’accordo, però, ad abbracciare questo trend. Dalle pagine dell’Independent, infatti, si legge la storia di una proprietaria che non ha potuto ottenere risarcimento per il tumore del suo cane di razza Shih-tzu. La compagnia assicurativa ha sostenuto vi fosse “una condizione preesistente” alla patologia, nonostante dichiarazioni del veterinario sconfessassero questa ipotesi, escludendo quindi la copertura dei trattamenti sanitari. Le statistiche, tuttavia, mostrano come la gran parte delle richieste avanzate alle assicurazioni britanniche si sia conclusa con esito positivo, alimentando così la fiducia da parte del pubblico. Per quale motivo, tuttavia, i cani battono i gatti così facilmente? La risposta potrebbe arrivare dalla percezione di salute e indipendenza agli occhi dei proprietari. Mentre il cane è considerato un animale bisognoso dell’apporto costante del suo umano di riferimento, e più incline agli incidenti come l’investimento stradale, il gatto è visto come un essere indipendente e scaltro, raramente coinvolto da malattie o infortuni. Si tratterebbe, tuttavia, di una falsa percezione: anche i felini, infatti, sono frequentemente vittime di incidente o possono manifestare patologie particolarmente costose da curare.
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Abbandona il gatto in aeroporto, per non perdere un volo. È quanto accaduto in Norvegia, presso l’aeroporto Gardermoen di Oslo, dove una donna avrebbe abbandonato felino e trasportino dopo il diniego di portare a bordo l’animale.  Stando alle ricostruzioni della stampa internazionale, la donna – le cui generalità non sono state diramate – si sarebbe recata agli imbarchi di Norwegian Airlines accompagnata dal suo gatto, chiuso nel trasportino. La proprietaria non si sarebbe tuttavia accordata per tempo per il trasporto del felino, impossibilitato così a salire a bordo: a quanto sembra, infatti, la presenza di piccoli animali domestici in cabina passeggeri è consentita solo sulle tratte internazionali. Il ritorno ai controlli dopo una trentina di minuti, naturalmente priva del felino, ha però insospettito due dipendenti della compagnia aerea. Secondo quanto riportato da Solfrid Nyheim, sovrintendente della polizia, i dubbi dei dipendenti hanno portato a una rapida ricerca dell’animale all’interno della struttura aeroportuale: gatto e trasportino sarebbero stati rinvenuti nei pressi di un’area bagagli, mentre la proprietaria pare si trovasse ancora al check-in. Interrogata dalla polizia, la donna avrebbe inizialmente dichiarato di aver consegnato il quadrupede a un conoscente, il quale si sarebbe recato appositamente in aeroporto per il ritiro. Le immagini delle telecamere a circuito chiuso, tuttavia, sconfessano questa ipotesi: nel girato si noterebbe la giovane poggiare il trasportino dietro a un gruppo di valigie, per poi allontanarsi rapidamente per raggiungere gli imbarchi. La proprietaria è stata denunciata e, in attesa del prosieguo legale della vicenda, ha perso la custodia dell’animale domestico. Il gatto, preso in carico dagli agenti, sarà consegnato in affido a una struttura attrezzata della città di Lillestrom. Non è la prima volta, però, che sulle pagine della cronaca internazionale si leggono simili notizie: lo scorso gennaio, ad esempio, una donna in Florida ha annegato uno dei suoi cani nei bagni del Central Nebraska Regional Airport di Grand Island, data l’impossibilità di trasportarlo a bordo.
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Un affido temporaneo di gatti, per liberare la casa dalla presenza dei topi. È questo il singolare progetto di una società inglese che, in collaborazione con un rifugio per felini, ha deciso di offrire dei simpatici mici ai proprietari di immobili per combattere la presenza dei roditori. Il tutto coniugando due necessità: quella di liberare le quattro mura da presenze non gradite e, fatto non da poco, trovare un’abitazione momentanea per gatti in cerca di un’adozione definitiva.  Handy, una società specializzata in servizi di pulizia e fai da te, ha avviato una collaborazione con l’organizzazione Wood Green per trovare uno stallo a diversi gatti in cerca di un urgente affidamento temporaneo. In cambio, la famiglia ospitante non solo potrà liberare la propria abitazione dalla presenza dei topi, ma potrà godere della singolare prestazione in modo gratuito. Così spiega Juliette Jones, consulente per il benessere degli animali per Wood Green: “Abbiamo più di 200 gatti in cerca di buone case, alcuni dei quali trarrebbero beneficio dall’essere temporaneamente accuditi in un ambiente casalingo, finché non trovano un’adozione definitiva. Speriamo che questo unico servizio apra le menti delle persone all’impatto positivo – sia pratico che emozionale – di avere un amabile felino nella loro residenza.” Il tutto è raccolto in un’app, pensata per mostrare le immagini del gatto, la sua storia di vita, il carattere e altre informazioni utili per gli affidatari. L’idea sarebbe nata dalla stessa società, dato l’aumento delle richieste di felini per contenere i roditori. Così spiega Pete Dowds, manager per il Regno Unito di Handy:  “in passato, ai nostri dipendenti è stato chiesto di portare dei gatti per spaventare i roditori, quindi siamo soddisfatti di fare questo passo inusuale e di offrire l’affido dei felini di Wood Green.” Uno degli obiettivi è quello, come facile intuire, di trasformare gli affidi temporanei in adozioni definitive: il fatto di poter condividere gli spazi con un gatto, senza però aver preso una decisione definitiva, rassicurerebbe molte famiglie. Ma basterebbe un po’ di convivenza, tuttavia, per stringere con l’animale un legame indissolubile e convincersi definitivamente all’adozione. Speriamo che i londinesi si innamorino di questi attraenti gatti, trasformando le residenze temporanee in definitive.
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Un simpatico gatto si rilassa da circa 10 anni presso la fermata del tram di Rotterdam-Kralingen, nella zona universitaria della città nei Paesi Bassi. L’animale, dal manto bianco e nero, attende ogni giorno che la sua proprietaria faccia ritorno a casa e nel frattempo passa del tempo in compagnia dei passanti, degli studenti e dei pendolari che animano quella zona. A dispetto delle apparenze, non è un animale randagio: ad accudirlo la ventitreenne Silke, per lungo tempo ignara del ruolo sociale del suo animale domestico.
Il placido Ake, che può vantare più di 13 primavere, è così amato e stimato che per lui è stata riservata una seduta sotto la pensilina di attesa. È impossibile per gli avventori occupare quella postazione, dove il gatto si rifugia durante le giornate di pioggia. I pendolari sono soliti immortalarlo e scattare foto in sua compagnia: una vera celebrità, che qualche volta si concede viaggi gratuiti in tram fino a quando l’autista di turno non lo riporta con cura alla fermata d’origine per consentirgli il rientro a casa.
Per lui è stata creata anche una pagina Facebook grazie alla quale Silke ha scoperto della sua fama e la sua quotidianità, oltre alle incredibili quantità di cibo che l’animale riceve ogni giorno. Per questo, nonostante sia felice per la sua notorietà e per la simpatia dimostrata, Silke ha utilizzato la pagina ufficiale per rendere note le problematiche fisiche del gatto. Non solo una spiccata difficoltà a deambulare data dall’età, ma anche una forma di cistite cronica: per questa ragione Ake segue una dieta precisa che non ammette sgarri. La ragazza ha invitato i fan del gatto a coccolarlo e aiutarlo a seguire una dieta sana e leggera. Nel frattempo il placido felino continua a godersi carezze e attenzioni quotidiane, dimostrando un’indole serena e molto accogliente, donando un po’ della sua compagnia agli avventori della fermata.
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Sprinkles cerca una nuova casa e, soprattutto, una dieta ferrea. Con 15 chili di peso e una difficoltà evidente di deambulazione, è questo il nuovo gatto rimbalzato in ogni angolo dei social network. Forse alimentata con qualche pietanza di troppo, la micia sopporta sulle proprie articolazioni un peso pari a una persona di oltre 200 chilogrammi. La gatta, di stanza nella cittadina statunitense di Sea Isle City nel New Jersey, è stata presa in carico dai volontari di S.O.S. Sea Isle Cats, ceduta da una famiglia coinvolta da un pignoramento. Il peso accumulato negli anni è talmente ingombrante tanto da impedire al felino di compiere normali movimenti, come camminare, rotolarsi, salire le scale o, più semplicemente, accucciarsi al sole. Per questo motivo, ora l’esemplare sarà sottoposto a una dieta davvero ferrea. Quando le volontarie dell’associazione hanno visto la micia, sono naturalmente rimaste stupite. Tanto che, per portarla al centro di recupero, non solo è stato necessario un resistente trasportino, ma anche l’aiuto di un uomo che potesse sollevarla per le scale. Così spiega Stacy Jones Olandt, una delle volontarie, dalle pagine del Daily Mail: “In qualsiasi posizione si metta, è bloccata. Riesce a malapena a muoversi. […] Siamo un gruppo di anziane signore, abbiamo dovuto trovare un giovane uomo per trasportarla sulle scale. […] Abbiamo già incontrato gatti di 9 o 10 chili, ma questa è davvero incredibile. I gatti di solito non si ingozzano. È simile a una persona di 200 chili.” Un gatto in salute, con differenze sostanziali a seconda della razza, dovrebbe pesare in media tra i 2,5 e i 4,5 chili. Forse Sprinkles non arriverà facilmente a queste misure, ma nel suo futuro vi è un piano integrato di dimagrimento. Dopo la cura per alcune infezioni, come una all’orecchio, per il felino sovrappeso inizierà un programma quotidiano di allenamento e rinunce alimentari e, non appena sarà tornata in salute, verrà affidata a una nuova famiglia pronta ad adottarla.
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I suoi scatti sono apparsi sulla piattaforma di sharing fotografico Imgur, quindi sono stati condivisi su Reddit. Quanto basta per renderlo il nuovo fenomeno virale della Rete, tra condivisioni compulsive sui social network e molti commenti d’apprezzamento. Il protagonista di questa improvvisa fama è George, un gatto dalle abitudini particolari: il micio, infatti, si trova a suo agio nell’ergersi solo sulle zampe posteriori. E il Web lo ribattezza come il “gatto bipede”. Le immagini sono state pubblicate dal proprietario, un utente che si identifica come Egzo sulla piattaforma Reddit. Il gatto è ripreso in diverse occasioni domestiche, tutte in posizione eretta sulle due zampe: lo si ammira in piedi sul divano, intento a scrutare il contenuto di una cesta, ma anche comodamente adagiato su una sedia mentre il compagno umano si diletta con la chitarra. A completare la simpatia delle fotografie, le espressioni del musetto del felino: lo si nota sorpreso, preoccupato, indifferente oppure arrabbiato. Dato il manto rossiccio, le espressioni buffe e il portamento decisamente umano, molti utenti di Reddit hanno ribattezzato il micio Garfield, in onore del personaggio di fumetti e cartoni animati. La singolarità delle sue abitudini ha stuzzicato la curiosità dei navigatori di tutto il mondo, tanto da rendere l’ignaro micio uno degli esemplari più famosi, il tutto in pochissimi giorni. Non è la prima volta che giungono notizie di gatti pronti a passare la loro esistenza sulle due zampe posteriori. Ma, nella quasi totalità dei casi, si tratta di felini con problemi pregressi, come difficoltà di deambulazione dovute a una paralisi, all’assenza degli arti oppure a difformità ossee. George, invece, appare in piena salute: la sua, a quanto sembra, è una preferenza del tutto innata e personale. Dalla pubblicazione online non è chiaro quanto frequentemente assuma questa postura, né quando sia iniziata la singolare abitudine. Non resta che attendere, di conseguenza, nuovi aggiornamenti sul conto di questo simpatico animale.
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Un progetto innovativo quello introdotto nel reparto infantile dell’Hospital Wolfson in Florida: la possibilità di interagire via webcam con una serie di gatti, ospiti del rifugio per animali Jacksonville Humane Society. Attraverso un sistema interattivo, i bambini possono giocare a distanza con i felini, premendo alcuni pulsanti per attivare alcune attività ludiche e osservare la reazione dei felini. La società dell’Idaho che ha progettato iPet ha già installato il sistema in 10 rifugi sparsi per gli USA unendo la necessità di svago dei bambini, ospiti di reparti speciali o in isolamento, con quella di favorire le adozioni degli animali all’interno dei vari rifugi.
A sponsorizzare il tutto la Mattel Children’s Foundation, che ha stanziato un fondo di 15.000 dollari: il gioco interattivo è collegato a 151 stanze sparse per l’ospedale sfruttando il sistema GetWellNetwork. La struttura ospedaliera è nota per i suoi programmi di pet therapy, già operativi sin dal 1995, ora con l’ingresso della webcam felina lancia verso il futuro il concetto di guarigione grazie all’interazione con gli animali. Dal 2013 l’ospedale garantisce l’ingresso all’interno dello stabile di una serie di animali di affezione, con l’unico scopo di alleviare la degenza dei bambini costretti a lunghissimi soggiorni oppure in situazioni terminali.
iPet permette di controllare a distanza alcuni giochi, così da interagire e incuriosire i gatti del rifugio Jacksonville Humane Society. Grazie a questo programma la strutture legate alla webcam hanno notato un aumento delle adozioni dei suoi ospiti pari al 57%. Circa 317 rifugi sono in lista d’attesa per ricevere questo nuovissimo sistema interattivo, nonostante i costi di ricerca siano elevati la società dell’Idaho sta studiano vie alternative per realizzarlo prezzi contenuti e per maggio vuole lanciare una versione casalinga. Un programma di questo genere inserito in quasi tutti i contesti ospedalieri potrebbe rendere meno traumatizzante e deprimente la degenza, in particolari per ospiti delicati e fragili come i bambini esposti a situazioni di dolore e malattia.
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Un gatto salva un intero villaggio dal rischio d’esplosione. È quanto accaduto a Winchburgh, in Scozia, dove l’azione di un felino ha portato la polizia e i vigili del fuoco a evacuare 30 abitazioni in via precauzionale.
Il tutto sarebbe accaduto lo scorso mercoledì, quando James O’Hara ha lasciato uscire il suo gatto per la quotidiana passeggiata. Anziché superare le recinzioni o salire sugli alberi come al solito, il felino è rapidamente tornato sull’uscio di casa. Un fatto che ha insospettito il proprietario, convincendolo a controllare se vi fosse qualcosa d’anonimo. Quel poco che è bastato per scoprire un tubo del gas danneggiato, forse dall’azione dei vandali, avvolto da fumo e fiamme.
Allertati immediatamente i vicini, affinché tutti potessero mettersi in salvo, i vigili del fuoco hanno disposto l’evacuazione di una trentina di case del sobborgo, a scopo precauzionale. Le fiamme, fortunatamente, sarebbero state domate.
Stando a quanto riportato dalla cronaca scozzese, qualora l’incendio fosse rimasto inosservato vi sarebbe stato un pericoloso rischio di esplosione, che avrebbe coinvolto diverse case nel circondario. Fortunatamente, l’istinto di sopravvivenza del felino ha avuto la meglio: senza l’insolito rifiuto dell’animale, infatti, nessuno si sarebbe probabilmente accorto in tempo del tubo danneggiato.
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Un’immagine buffa e del tutto sorpresa quella di un gatto soriano immortalato dai proprietari mentre scopre, con incredibile stupore, che dentro la cesta in salotto non c’è un giocattolo ma un bambino. Una foto che ha incuriosito gli utenti di Reddit, pronti a trasformarla velocemente in un’immagine virale. La frase di accompagnamento postata dai proprietari conferma apertamente il sentimento di incredulità del piccolo micetto:
Abbiamo dimenticato di dire al nostro gatto che abbiamo avuto un bambino
Il povero gatto, alla vista della singolare struttura posta nella stanza, deve aver creduto fosse un nuovissimo attrezzo o che contenesse qualche prelibatezza. O che fosse una cuccia design acquistata appositamente per il suo benessere, quindi giunto nei pressi della culla la sorpresa di trovarvi qualcuno già accomodato deve averlo sconvolto particolarmente. La foto del resto lo dimostra e conferma, immortalato in piedi accanto al bimbo e con le zampe appoggiate sul bordo del supporto, il micio di nome Roxy sgrana tanto di occhi. Ma non solo, perché la mandibola scende verso il basso spalancandosi per l’incredulità.
Lo scatto perfetto al momento giusto, a riprova che anche gli animali possono mostrare sentimenti di sorpresa e stupore. Tutta l’emotività del gatto Roxy impressa per sempre nella mente dei proprietari, ma anche diffusa velocemente tramite il Web. Evidentemente nove mesi non sono bastati alla famiglia per introdurre l’argomento bambino e gravidanza anche al gatto di casa e, per questo, il povero micio, ormai senza parole, fissa allibito l’obiettivo. L’incredulità catturata per sempre, lo stupore dipinto tra baffi e occhi sgranati. I commenti non hanno tardato ad arrivare ma la neo famiglia, rimasta anonima, ha pubblicato il giorno dopo una nuova foto. Il simpatico Roxy appare acciambellato accanto al piccolo neonato e sembra fargli da balia e da custode. Ma per vendicarsi del gesto inammissibile, il gattone ha deciso di ricordare la sua presenza con svariati agguati, rivolti tutti verso la coppia, così da fugare ogni dubbio per un’eventuale prossima volta.
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Dopo l’esplosione che ha sconvolto il quartiere dell’East Village, a New York, Kathleen Blomberg era convinta di aver smarrito per sempre i suoi due amatissimi gatti di casa. La donna, costretta alla fuga rapida a causa della concitazione, aveva dovuto rinunciare a cercare i due felini mettendosi così rapidamente al sicuro. E se la leggenda che i gatti posseggano nove vite fosse messa in dubbio, allora Kitty Cordelia e Sebastian potrebbero testimoniare a favore, dopo aver ripreso la via della luce attraverso le ceneri del palazzo.
A individuare e salvare i gatti è stata la ASPCA, che ha impiegato più di un’ora per convincere i due felini ad abbandonare il rifugio dove si erano nascosti. Kitty Cordelia e Sebastian, spaventati dall’esplosione, avevano trovato riparo sotto il letto della proprietaria senza abbandonare lo stabile. Kathleen Blomberg, svegliata all’improvviso dal boato dell’esplosione, era uscita in strada per comprendere cosa fosse successo, pensando di poter accedere nuovamente al suo appartamento. Ma il palazzo, situato presso la 125 Second Avenue, era stato subito isolato dai soccorritori e dalle forze dell’ordine giunte tempestivamente.
Dal momento della fuga la donna non aveva più avuto notizie dei suoi amati gatti, che lei considera parte integrante della sua famiglia. Nonostante i volantini appesi per il quartiere e gli avvisi via Facebook, di Kitty Cordelia e Sebastian non aveva saputo più nulla. Ma grazie al lavoro della ASPCA e della polizia, i due amatissimi felini hanno potuto abbracciare nuovamente la donna, che ora dovrà trovare una nuova abitazione per entrambi.
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Una storia incredibile e molto bizzarra quella di un gatto egiziano, vissuto dietro la parete della metropolitana Mohamed Naguib, presso Il Cairo. Sgattaiolato attraverso un piccolo foro quando ancora era un micetto, il cucciolo non ha più trovato la via d’uscita, rimanendo bloccato nello spazio dell’intercapedine del muro. Impietosito dalla condizione di prigionia e sofferenza del felino, un commerciante di zona della stazione, conosciuto come Zio Abdo, dal 2010 in poi ha provveduto personalmente a fornirgli cibo e acqua.
Ribattezzato Biso, il micio è quindi cresciuto nello spazio ristretto posto dietro la parete della stazione, ricevendo il nutrimento attraverso il piccolo foro da cui era entrato la prima volta. L’uomo, con molta pazienza, ha continuato a introdurre piccoli pezzi di prosciutto e carne, così da consentire la sopravvivenza del gatto stesso. Per circa 5 anni zio Abdo ha cercato di sensibilizzare il personale della stazione, i passanti e la Rete. Lo stesso staff della metropolitana per molto tempo ha cercato di creare un varco per l’animale, ma Biso era troppo terrorizzato, fuggendo così a ogni tentativo. È stato proprio grazie al passaparola avvenuto sul Web e via Facebook che la storia di Biso è balzata agli onori della cronaca, scuotendo gli animi anche degli animalisti.
Mounira Shehata, attivista per i diritti degli animali e presente al momento della liberazione, ha potuto finalmente osservare lo spostamento della parete e l’apertura della via di fuga per Biso. La procedura per il rilascio ha richiesto l’intervento di operai e personale specializzato, in presenza degli stessi ufficiali di polizia. La rottura del muro sarebbe risultata come danneggiamento di luogo pubblico, quindi l’operazione più immediata ha richiesto 5 ore di lavoro per lo spostamento della parete stessa. Biso, un po’ terrorizzato dalla vista del varco, si è dato alla fuga verso la libertà. La rimozione invece ha mostrato uno spazio angusto e pieno di vermi, conseguenza del cibo accumulato. Zio Abdo, suo tutore anche durante la rivoluzione del 2011, sta ancora cercando il micio all’interno della stazione della metropolitana.
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Un serpente di tre metri ingoia un gatto domestico, perdendo la vita poco dopo. Succede in Australia, nel Queensland, dove un pitone si sarebbe intrufolato in un giardino, uccidendo il gatto di una famiglia.
A scoprire l’accaduto Francis Bakvis, il proprietario del deceduto gatto, il quale ha rinvenuto la scioccante scena recandosi in giardino, attirato da strani odori.
Sembra che il felino Tiger, di ben 16 anni, mancasse da casa da tre giorni. Dopo aver notato un odore insolito provenire dal giardino dell’abitazione, situata a Clifton Beach, il proprietario ha trovato un pitone di 3.5 metri senza vita, rigonfio dalla preda conservata al suo interno. Successive verifiche pare abbiano confermato come il serpente avesse proprio ingoiato lo smarrito micio. Così avrebbe dichiarato l’uomo, come riporta il Daily Mail:
Ho rimosso il serpente deceduto dal giardino, un pezzo della sua pelle si stava già decomponendo. Lo potevo vedere, era il mio gatto.
Comprensibilmente turbato dall’accaduto, anche per l’affetto che lo legava da quasi due decenni al gatto, l’uomo ha spiegato di non aver mai visto un pitone in 15 anni di residenza in quella zona. Secondo le prime ipotesi, il gatto sarebbe stato attaccato all’aperto, poiché amante del sole e del riposo in veranda. Il serpente deve aver quindi incontrato dei problemi nell’ingoiare l’animale, forse troppo grande, tanto da causarne il collasso. Secondo gli esperti di rettili locali, tuttavia, non sarebbe insolito per questa varietà di pitoni prendere topi, gatti e piccoli esemplari di cane come loro prede.
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Uno choc indicibile. Ha visto la sua gatta sbranata dai pitbull dei vicini e poi lanciata come un cencio nel suo giardino, dove è morta.
La vicenda è avvenuta nella periferia romana di Corcolle. La proprietaria della gatta afferma di aver visto un vicino buttare la sua Emma ai pasto ai quattro pitbull, per sfida e per cattiveria. I cani si sono avventati sul povero animale che è morto per le ferite. Tutto sotto gli occhi della padrona.

Racconta La Repubblica:
Sono le 18 di domenica e la gattina non si trova più. Poi, l’attenzione della padrona viene catturata da una serie di lamenti e miagolii disperati. “Ho capito che era in casa dei miei vicini – racconta ancora la padrona – che l’avevano preso. Sentivo tirare di tutto, sentivo le loro risate mentre se la prendevano con una gatta zoppa, cieca e incinta. Ho chiamato la polizia, mi sono affacciata e ho urlato di smetterla subito. A quel punto un uomo è uscito tenendo Emma per la coda. “Questo è il tuo?”, mi ha chiesto. Prima ha lanciato Emma ai cani e poi me l’ha gettata in giardino”.
Una volta sul posto, gli agenti delle volanti hanno identificato la signora e i vicini che prima dell’arrivo delle forze dell’ordine avrebbero anche insultato e ricoperto di sputi la proprietaria di Emma e insultato a ripetizione anche la madre intervenuta per cercare di sedare la lite. “Quello che lanciato il gatto abita con gli altri soltanto da una settimana – continua la proprietaria di Emma – e non aveva neanche un documento d’identità. Hanno raccontato ai poliziotti che la gatta era entrata dentro e che aveva distrutto il loro appartamento. Ma quando mai, quel gatto non si muoveva mai dal mio giardino. Con questa scusa l’hanno presa e data in pasto ai loro cani. Stiamo parlando di gente che ha minacciato di ucciderci. Ci hanno urlato di tutto, di volerci sgozzare”.

Il caso ha fatto indignare gli amanti degli animali ed è partita una petizione su Firmiamo.it che ha già raccolto quasi 10 mila firme. La richiesta è quella di processare i responsabili della morte di Emma.
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È rimasto chiuso per ben 17 giorni all’interno di un container da spedizioni, partito dall’Egitto e giunto nel Regno Unito. Sinbad, un gatto dal manto rosso, si sta ora riprendendo da un insolito viaggio, dove è miracolosamente sopravvissuto senza cibo e acqua.
L’incredibile trasporto sarebbe cominciato lo scorso 8 marzo, quando il gatto sarebbe finito all’interno di un container per le spedizioni navali. Attraversato il Mediterraneo, è stato rinvenuto il 25 dello stesso mese, nel momento dello scarico delle merci nei pressi di Herefold. Stando a quanto riferito dalle fonti britanniche, il personale addetto allo scarico avrebbe udito dei miagolii da una spedizione contenente biancheria. È stato quindi rinvenuto il felino, di circa 8 mesi d’età, e richiesto l’immediato supporto della RSPCA.
Non è dato sapere come il micio sia finito all’interno della spedizione, ma al ritorno è stata rinvenuta una scatola graffiata e distrutta dall’interno, da dove il gatto pare possa aver trovato inizialmente rifugio. Affamato e spaventato, pare che al ritrovamento gli addetti presenti abbiano consegnato all’animale della carne, per aiutarlo a rimettersi in sesto. Giunta la RSPCA sul posto, dal controllo delle merci e dei documenti di viaggio sembra non si rilevino anomalie, quindi le peripezie del gatto per finire in scatoloni e container rimangono un mistero. Trasportato alla Laurels Veterinary Surgery di Whitecross, una clinica veterinaria specializzata, l’animale dovrà rimanere in quarantena per monitorarne le condizioni di salute, prima di poter essere consegnato a una nuova famiglia o proposto in adozione.
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