Vibrisse

p010_1_00
La conoscenza per i gatti è un fatto delicato che necessita di calma e approcci graduati. A differenza di quanto accade nei cani infatti, è altamente improbabile che un felino esplori un ambiente con disinvoltura.
L’approccio è quasi sempre lento, graduale e tattile. L’animale raccoglie le informazioni preliminari attraverso il contatto con le zampe anteriori, percependo le caratteristiche dell’oggetto avvicinato grazie alla sensibilità dei cuscinetti plantari. Successivamente, una volta persa dimestichezza con l’ambiente esplorato e appurato che l’oggetto misterioso è inoffensivo, il gatto avanza timidamente con il muso fino a spingerlo al contatto. A questo punto la conoscenza si fa più profonda grazie a degli strani peli palesemente diversi da tutti gli altri:le vibrisse. In effetti le vibrisse hanno pochi aspetti in comune coni peli: basta lanciare uno sguardo attento o toccare con mano la consistenza fisica di queste appendici per rendersi conto che la loro funzione deve essere molto particolare.
Le vibrisse, infatti, costituiscono uno strumento di grande precisione in grado di trasmettere al cervello del gatto informazioni fondamentali e multiple.
Questi strani peli sono molto più lunghi del normale standard pilifero, sono rigidi, pesanti e saldamente ancorati al muso. La loro consistenza è doppia rispetto ai comuni peli e il loro grado di radicamento nel derma è triplo.
Sono molto appuntiti e questa caratteristica,a volte, causa delle irritazioni alle gatte in fase di allattamento. Infatti, i gattini, andando alla ricerca del latte della madre, sfregano le loro vibrisse pungenti contro le mammelle della gatta. A tutto questo va aggiunto chele vibrisse si muovono incessantemente grazie alla presenza di potenti muscoli in grado di far ruotare questi peli di quasi 180 gradi, sono rivestite da una spessa guaina elastica e sono notevolmente innervate.
Sono presenti sulle guance e sui lati della bocca e sono 24: 12 per parte.
Efficacia garantita! Le vibrisse garantiscono un sistema di informazioni, e di difesa, davvero efficace. Basti dire
che le terminazioni nervose di questi lunghi baffi permettono al cervello dei gatti di percepire e captare anche semplici correnti d’aria.
La loro precisione li rende effettivamente paragonabili a dei piccoli radar: al variare dell’atteggiamento del gatto rispetto all’ambiente che lo circonda (conosciuto e individuato proprio grazie alle vibrisse oltre che alla caratteristica vista) questi peli si orientano come fossero delle antenne. Un gatto concentrato nell’esplorazione
di un territorio o di una situazione nuova porterà le vibrisse in avanti, un gatto pronto a sferrare un attacco le appiattirà indietro, un gatto in cerca di informazioni sul terreno, infine, le curverà in avanti rivolgendole al suolo.
Le vibrisse, inoltre, sono strumenti assai importanti per la caccia.
Numerosi studi hanno dimostrato che gatti ciechi normalmente dotati di vibrisse riescono a cacciare efficacemente mentre gatti privi della vista e di questi sofisticatissimi peli vanno incontro a grandi difficoltà.
La ragione è da ricercarsi nel meccanismo preciso che regola l’attività delle vibrisse: i recettori che si trovano nei follicoli, attraverso delle fibre afferenti riescono a trasmettere con grandissima rapidità il messaggio sensoriale alla
corteccia cerebrale.
La destrezza del gatto, anche su terreni accidentati, è dovuta in buona parte proprio alle informazioni sul suolo che, raccolte dalle vibrisse, rapidamente raggiungono il cervello.
Ostacoli, difficoltà, pericoli, ma anche i contorni di una determinata preda, vengono acquisiti e immagazzinati grazie al lavoro di precisione svolto da questi lunghi peli.
L’estrema sensibilità di queste appendici trova la massima espressione di sé nella percezione delle correnti d’aria che circondano il gatto.
L’animale, infatti, tramite le vibrisse è in grado di farsi un’idea sul contorno degli oggetti che caratterizzano l’ambiente circostante: i movimenti del gatto generano correnti d’aria che gli oggetti rimandano, fortemente ridimensionate, al mittente.
Le vibrisse, quindi, raccolgono le variazioni d’aria e trasmettono al cervello dei dati: questi, rielaborati dall’organo preposto alla regia, sono in grado di fornire informazioni sulle forme degli oggetti che si trovano nelle vicinanze dell’animale.
dILdoTf

 

080412021329152411938604