Udito

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Quando si cerca un paragone che possa esprimere con efficacia un senso piuttosto sviluppato il pensiero corre dritto al gatto, se si tratta della vista, e al cane se si tratta dell’olfatto.
Eppure il gatto è quel grande predatore che tutti conoscono anche grazie all’udito. Il micio infatti sente tre volte più dell’uomo e, grazie ad un apparato sofisticato, può isolare i rumori che lo interessano da quelli di fondo. Esso è in grado di percepire suoni che alla maggior parte degli altri animali sfuggono. Ciò è dovuto al fatto che, trattandosi di un cacciatore notturno specializzato in piccole prede, primi tra tutti i piccoli roditori, necessita di un udito particolarmente sensibile.
Dati scientifici alla mano possiamo dire che un gatto è in grado di percepire ultrasuoni fino a 60.000 Hz (la gamma ultrasonica inizia a 20.000 Hz) e fruscii molto flebili fino a 30 Hz. Tutto questo gli permette di percepire anche una minima variazione di tono indipendentemente dall’intensità.
L’apparato uditivo del gatto è formato da due padiglioni esterni, detti piume o bullae, messi in collegamento con l’interno da un piccolo canale chiamato meato acustico esterno. In fondo a questo “tubicino” troviamo il timpano, collegato ad una catena di ossicini a loro volta attaccati ad una serie di piccoli organi molto complessi (canali semicircolari, coclea e bulbo timpanico) che completano l’intero apparato.
Alla piuma è affidato il compito di “catturare” le onde sonore e trasmetterle al meato acustico esterno. Il tutto perfezionato da un sofisticato sistema che permette al gatto di muovere le orecchie in modo indipendente una dall’altra e di indirizzarle verso la fonte del rumore che gli interessa.
Una volta captato il suono questo viene amplificato dal padiglione e trasferito al timpano che, vibrando, invia le informazioni acustiche agli ossicini interni (martello, incudine e staffa). A questo punto le vibrazioni passano alla coclea, piccolissimo organo spiraliforme che trasforma gli impulsi vibrosi in informazioni “elettriche” da passare al cervello.
L’orecchio del gatto inoltre custodisce anche un altro segreto: l’equilibrio. La proverbiale capacità dei gatti di camminare su tubi sottilissimi o ad altezze vertiginose è dovuta proprio ad un complesso sistema fisiologico che risiede nell’orecchio medio.
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