Denti

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Oltre ad essere formidabili strumenti di cattura delle prede, i denti del gatto sono anche un fedele specchio della sua salute. Per questo motivo è importante controllarli periodicamente e mettere in atto misure preventive per evitare l’instaurarsi di situazioni infiammatorie gravi che possono colpire anche i nostri vezzeggiati gatti di casa.
Come i nostri, i denti del gatto sono impiantati negli alveoli, cavità scavate nelle ossa della mascella. La parte visibile del dente si chiama corona, quella conficcata nella mascella si chiama radice.
I primi incisivi compaiono verso il decimo giorno di vita e, tra le sei e le dieci settimane, al gattino sono già spuntati tutti i 26 denti da latte, così ripartiti tra le due arcate: in alto 6 incisivi, 2 canini e 6 premolari; in basso 6 incisivi, 2 canini e 4 premolari.
A quattro mesi spuntano i canini definitivi e, tra i sei e i sette mesi, il felino è già in possesso di tutta la dentatura adulta.
I denti definitivi, o di radice, sono 30: nella mascella superiore sono impiantati 6 incisivi, 2 canini, 6 premolari e 2 molari mentre in quella inferiore fanno bella mostra 6 incisivi, 2 canini, 4 premolari e 2 molari.
I canini sono essenziali per la vita del piccolo felino: servono infatti per infliggere il morso fatale alle prede e poi lacerarne le carni. A stritolare le parti più fibrose e dure ci pensano invece i molari e i premolari. Il ruolo degli incisivi è decisamente secondario tanto nella caccia quanto nell’alimentazione. Tuttavia sono utili soprattutto per “farsi bello” e tenersi pulito: con questi denti il micio riesce a sciogliere i nodi della sua pelliccia e a “farsi le unghie” strappando la guaina cornea che circonda gli artigli.
La mascella dei felini non è progettata per masticare come accade agli onnivori e agli erbivori: esercita solo un movimento verticale e può di conseguenza soltanto tagliare e macinare i pezzi di carne. A causa della scarsa mobilità della mascella, per inghiottire il cibo, i gatti si servono di un movimento a scatti della testa per spingere la carne nell’esofago.
In natura, proprio per la loro importanza, un gatto senza denti o con i denti malati ha poche probabilità di sopravvivere. Un gatto domestico invece non ha di questi problemi: non deve andare a caccia e le pappe non devono essere fatte a pezzi e anche le crocchette richiedono un modesto sforzo mandibolare. Tuttavia non dobbiamo trascurare l’igiene e la salute della sua bocca perché i problemi dentari possono diventare davvero seri ed estendersi anche ad altre parti dell’organismo. Occorre anche ricordare che non è raro che una bocca infiammata sia la spia di un’infezione dell’intero organismo. Secondo alcuni studi, i problemi della bocca sono tra le più diffuse malattie dei felini domestici: addirittura pare che ben il 70% dei gatti di casa ne soffra a partire dal terzo o quarto anno di vita. Ecco perché una buona prevenzione, da iniziare quando il micio è ancora giovane, è essenziale per assicurargli un futuro sereno.
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